Contatore sito
Ugo Maiorano
quando la tammorra diventa una scelta di vita
"A Vita è bella pecchè sabball"
( Nando Citarella )
ugomaiorano.it
Vai ai contenuti

Festa della Madonna di Materdomini

La festa della Madonna di Materdomini (14-15 agosto), venerata presso il Santuario omonimo in territorio di Nocera Superiore (Sa), affonda le sue radici nella leggenda, che ha come protagonista una contadina, chiamata Caramari. Ella nel 1041 ebbe la visione della Madonna, che la invitava a scavare sotto una quercia, dove lei avrebbe trovato una Sua immagine. Solo dopo aver vinto la riluttanza degli abitanti del luogo, si scavò finché non venne alla luce un dipinto della Vergine, che poi si rivelò essere causa di miracoli, come guarigioni, liberazioni di indemoniati e resurrezioni di morti.
La festa in onore di questa Madonna rientra nel culto delle Vergini nere, che, come sostiene Bianca Capone, risale ai secc. XII-XIII e rappresenta l'immagine concreta del principio femminile universale. Perché proprio il colore nero è collegato alla Madonna? Ma perché nella storia delle religioni mondiali la sostanza nera (identificabile in genere in un misterioso "oggetto" di pietra o avente caratteristiche vegetali) rappresenta il principio della Materia prima che si trova nelle viscere della Terra. E la Vergine (Materia prima/Madre per eccellenza) incarna -al livello più alto e pregnante- l'Archetipo della fondazione dell'Esistere.
Si narra che accanto all'icona della Vergine, come ci ha riferito lo studioso Renato Nicodemo, fu reperito un ostensorio con un'ampolla di vetro, piena di una polverina grigia, che sarebbe il latte della Vergine. L'ampolla veniva esposta agli inizi dell'800 nel giorno del 6 agosto, come afferma Padre Bernardo Di Fiore in un testo del 1834, in cui lo definisce "il sacro latte". L'esposizione, con conseguente liquefazione della polverina, si effettuava poi anche in momenti di calamità come la siccità o le epidemie. Tale fenomeno è attestato da Padre Giuseppe De Palma nel 1887.
Oggi la festa dedicata alla Vergine (che celebra il suo clou nella notte tra 14 e15 agosto) richiama da ogni parte sia devoti che appassionati della cultura popolare, la quale celebra il suo trionfo nel ritmo della tammorra, che accompagna canti, densi di fede e di struggente poesia.
Ugo Maiorano
Tutti i diritti sono riservati
Torna ai contenuti