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Ugo Maiorano
quando la tammorra diventa una scelta di vita
"A Vita è bella pecchè sabball"
( Nando Citarella )
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La secolare festa della Madonna dei bagni

Arcaici carri e prodigiose  fonti

Per tradizione è considerata tra le feste più importanti e suggestive della Campania, insieme alla Piedigrotta e al pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco, per le sue ricchissime e tuttora vive componenti folkloriche: dalla evoluzione storica  del luogo sacro ai prodigi della Vergine, dalle originalissime performancesdi musica popolare all'esaltazione degli strumenti della vita contadina. Stiamo parlando della festa della  Madonna   dei  Bagni, che si svolge nell' omonima Contrada, sita nel comune  di  Scafati,  nel periodo dell'Ascensione.
La storia del Santuario, che si staglia maestoso sulla Nazionale Napoli-  Salerno, affonda le sue origini in un'umile e antica edicola votiva, al cui posto subentrò agli inizi del 1600 una più ampia Cappella, dove a migliaia i fedeli cominciarono a convenire. Un giorno, poi, il miracolo: un lebbroso,che si era bagnato nella Fonte situata lì vicino, guarì improvvisamente. Fu l'inizio di rituali abluzioni nella località denominata appunto "Fosso dei Bagni".
Oggi, tramontata la consuetudine -che appare nella bellissima pala dell'Altare Maggiore opera di Simone Villani- di immergersi nella fonte miracolosa, resta la processione canonica, già effettuata mercoledì 24 da più di duemila persone, al "Fosso": qui molti fedeli hanno attinto con fiaschi e bottiglie l'acqua prodigiosa, di cui si cospargeranno per fronteggiare eventuali malattie. Che l'esigenza di protezione sia dominante in questa festa arcaica ed arcana è testimoniato anche dal fatto che alla Madonna dei Bagni si fa risalire il superamento di uno dei tanti momenti di "precarietà esistenziale" che hanno segnato per secoli le comunità vesuviane: la tremenda eruzione del Vesuvio nel 1631. Tuttora la fede alla Madonna dei Bagni resta profondamente radicata nella coscienza dei devoti campani, i quali sono i committenti dei moltissimi e splendidi ex voto,  che adornano bellamente le pareti della Sagrestia.
Il carattere contadino della festa è invece attestato da un’originale  manifestazione, imperniata sulla sfilata dei vari carrettini (signorili carrozzelle a due posti) e sull'ormai mitico Carrettone 'e Vagne, che riproduce il classico mezzo di locomozione degli antichi contadini. Questa laica processione è accompagnata dallo sfrenato suono delle tammorre, e da suggestivi canti.
Uno di essi si parla di una misteriosa "fanciulla-scarola", che nasce dalle acque, percorse dai  Turchi. Balza subito agli occhi un complesso di elementi allusivi. Il mare è simbolo della nascita primigenia, incarnata da questa fanciulla che ha  rapporti con ciò che è  al di là e  al di fuori della realtà umana: con  il  mondo vegetale (la lattuga), con la tradizione delle antiche divi-nità mediterranee (la storia della sua nascita  è il riadattamento del mito di Venere), con la provincia  del Sotterraneo (in quanto  la sua incolumità è insidiata dai Turchi, che rappresentano il "nero" e,dunque, il Tremendo e l'Inattingibile). I "tammorrari" ci invitano ad entrare nel Mistero della Fanciulla, che è poi quello della Vita stessa con le sue  doppiezze, e a percorrerlo in lungo e in largo ( "Chi pe' la cimma e chi pe' lo streppone"), prospettiva che è uno dei grandi segreti della visione del mondo popolare.

Ugo Maiorano
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