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Ugo Maiorano
quando la tammorra diventa una scelta di vita
"A Vita è bella pecchè sabball"
( Nando Citarella )
ugomaiorano.it
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PELLEGRINAGGIO  DELL'AVVOCATA

Più vicini al Cielo

Ammettiamolo: questa nostra civiltà urbana ha smarrito il senso della ascesa verso la Montagna. Dove una volta si andava per diver tirsi e per pregare. La montagna:punto di incontro fra Cielo e Terra, luogo deputato del Trascendente, una specie di Ombelico del  Mondo. Un'occasione, da non perdere, per rivivere ancestrali emozioni in eccezionale compagnia lungo pendii montani, è  senz'altro quella della partecipazione all'ascesa sul Monte dell'Avvocata nell'ambito del pellegrinaggio alla Madonna eponima.
Il lunedì dopo Pentecoste, fin dalle prime ore del mattino, da Via Casale Imperato Superiore e da Via Casale dei Cicerali a Maiori partiranno folti gruppi di fedeli su per le erte montane, mentre analoghi nuclei si prepareranno  alla stessa esperienza  muovendo da  Cava de' Tirreni  o dai paesi situati lungo il Valico di Chiunzi.
Dopo un'ascensione di più di due ore si giungerà alla meta. Il luogo della devozione è costituito da una grotta contenente un altare e da una Chiesa, soprastante di circa 20 m., entrambe dedicate alla Madonna Avvocata. Suggestiva  ed  emblematica è la storia secolare di questo luogo sacro, che con gli anni vede aumentare la presenza congiunta di devoti e ambientalisti. Protagonisti un pastore e una grotta: due dati ricorrenti nella storia del folklore religioso, perché entrambi rimandano immediatamente all'esperienza mistica, con il loro essere "altro" dalla civiltà mondana e routinaria.
Tutto comincia nel lontano 1485: un giovane pastore di Maiori, Gabriele Cinnamo, durante le sue peregrinazioni montane, scopre  una strana grotta, in cui si rifugia una colomba. E proprio sotto forma, prima di colomba, poi di luminoso diaframma, gli appare in sogno la Vergine, che gli chiede di erigere in quella grotta un Altare per Lei, che sarà la sua "Avvocata". Cosa che infatti Gabriele fa. Anzi fa di più, perché si adopera anche per costruire una Chiesa, che 100 anni fa, dopo la devastazione di un terribile incendio, forse doloso, fu oggetto di una ricostruzione, a cui si accompagnò anche il restauro degli stupendi affreschi presenti nella grotta e relativi all'antico evento prodigioso.
Se questo è il livello  "mitico"  della festa, cioè il complesso  della "storia in cui si crede", passiamo all'altrettanto interessante livello rituale. Quando i gruppi di fedeli, riuniti in paranze,  giungono al Santuario dell'Avvocata, si mangia, si balla e si canta in onore della Vergine. Anomali e imprevedibili sono i testi delle canzoni, tutte ispirate   -come capita anche in altre feste dedicate in Campania alla Madonna- al tragico binomio di Amore e Morte, che ben si attaglia al senso stesso dell'ascensione, la quale è comunque un "distacco dal Mondo".
I canti  narrano della  disperazione di un giovane, che arriva troppo tardi al capezzale della propria amata, ormai morta per amore. Egli ha solo il tempo di accendere per un quarto d'ora una lampada presso la bara, prima che ella per sempre vada "culli muorte a cumpagnia". E, fra l'ossessionante e lugubre allegria delle "tammorre", si canta la bellezza di questa fanciulla, la cui bocca, futura preda dei vermi, una volta "sciure menava".
I fiori: ecco un altro elemento di questa festa atipica. Infatti la statua della Madonna Avvocata è circondata da rose, che non sono, in questo caso, solo il fiore mariano per eccellenza. Non si dimentichi che una volta la Pentecoste, a cui è collegata il rito dell'Avvocata, era chiamata Pasqua rosata o Pasqua delle rose, perché in molte chiese, per ricordare la discesa dello Spirito Santo, si facevano piovere delle rose durante la Messa. Il simbolismo della rosa, secondo Elemire Zolla, richiama a causa della struttura dei petali, la convergenza verso l'Unità, che è espressa anche dalla fiamma. E di fiammelle, recate dai devoti, si illumina la arcana  grotta  dell'Avvocata nel giorno di questa, che è anche la festa di un'unità  ritrovata fra persone, che vogliono "andare oltre" il livello del Quotidiano.

Ugo Maiorano
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