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Ugo Maiorano
"La Vita è Bella perchè si balla"
( Nando Citarella )
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quando la tammorra diventa una scelta di vita
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Un Riconoscimento che appartiene alla Nostra Terra

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L’assegnazione del Premio Speciale “Città di Nocera Superiore – Stella Diana” (Sezione Società Civile), conferito nell'ambito del Premio Sette Madonne - Materdomini 2026, rappresenta un momento di profonda gratitudine e di importante riconoscimento per il lavoro svolto sul territorio. Tale attestato travalica la dimensione individuale per diventare una testimonianza collettiva dell'impegno profuso nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale della Campania.
​Un sentito ringraziamento va all'Amministrazione Comunale di Nocera Superiore, guidata dal Sindaco Dott. Gennaro D'Acunzi, per la nota ufficiale inviata e per le parole di stima espresse nei confronti del percorso umano, artistico e scientifico di Ugo Maiorano.
sindaco
nota sindaco nocera superiore
Ricevere questo riconoscimento nei pressi dello storico Santuario di Materdomini conferisce al premio una valenza spirituale e identitaria di particolare rilievo. Un pensiero di forte sostegno, profonda stima e vicinanza va ai Frati del Convento di Materdomini, in particolare a Padre Andrea e Padre Antonio: figure devote, accoglienti e sempre disponibili nel preservare e rinnovare lo spirito autentico della devozione e della festa.
​L'iniziativa ha visto la cooperazione e il patrocinio di diverse istituzioni e realtà associative che operano con dedizione sul territorio. Un doveroso ringraziamento spetta ai Comuni organizzatori, all’Associazione Culturale "Gli Scettici", alla F.I.T.P. (Federazione Italiana Tradizioni Popolari) — che da anni svolge un’azione capillare su scala nazionale per la salvaguardia del folklore e delle tradizioni popolari — e alla Cooperativa Sociale Giancarlo Siani.
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​Il Premio Sette Madonne si inserisce nel solco di una secolare tradizione antropologica e religiosa legata al ciclo mariano delle Sette Madonne campane: la Madonna di Materdomini a Nocera Superiore, la Madonna di Montevergine a Mercogliano, la Madonna dell'Arco a Sant'Anastasia, la Madonna delle Galline a Pagani, la Madonna dell'Avvocata a Maiori, la Madonna dei Bagni a Scafati e la Madonna del Castello a Somma Vesuviana. Questi sette santuari non si visitano a caso, ma seguono fedelmente i ritmi e i tempi della terra: per i contadini dell'Agro e dell'intera regione, infatti, le 7 Madonne hanno sempre scandito le stagioni del lavoro, dalla semina alla mietitura. Un ciclo sacro che si apre a Pasqua con la Madonna dell'Arco e la Madonna delle Galline, attraversa i canti e i riti della primavera con la Madonna del Castello e la Madonna dell'Avvocata, passa per i raccolti di maggio con la Madonna dei Bagni, giunge al cuore dell'estate a metà agosto con la venerazione di Materdomini, e si chiude a settembre con la solenne salita a Montevergine. Un circuito devozionale che rappresenta la vera spina dorsale della nostra cultura popolare, dove fede, musica, cicli naturali e partecipazione comunitaria si intrecciano in modo indissolubile.

ugo premio
​Negli anni, l'attività di Ugo Maiorano si è concentrata sulla ricerca etnoprofessionale, sullo studio dei canti tradizionali, dell'uso della tammorra e sui rituali legati alla civiltà contadina, con l'obiettivo fondamentale di avvicinare tanti giovani al canto, al suono dello strumento e alla danza. Un’opera di trasmissione intergenerazionale guidata in primis da un valore imprescindible: il rispetto, principio cardine della nostra tradizione che oggi è sempre più raro ritrovare.
​Accogliendo questo riconoscimento, Ugo Maiorano esprime la sua personale gratitudine, sottolineando l'orgoglio di ricevere un attestato che premia l'intera comunità custode della memoria locale. Nel ribadire che il dovere primario di ogni ricercatore e musicista sia quello di recuperare, divulgare e salvaguardare le radici culturali delle nostre terre, il pensiero corre ai ricordi d'infanzia: a quando, da bambino, dopo aver aspettato un intero anno la festa popolare, ci si recava sul posto con lo strumento in spalla senza però suonare se non si riceveva l'invito formale degli anziani. Rientrare a casa senza aver toccato il tamburo non era una sconfitta, bensì un arricchimento profondo, un'inestimabile lezione di umiltà e rispetto che ha plasmato l'amore per questa tradizione.
​Questo premio ci ricorda il significato più profondo del nostro fare cultura: la musica è unione, amore e fratellanza, ed è un momento unico per stare insieme, condividere le proprie radici e volersi bene. Bisogna sempre essere se stessi e rispettare sempre tutti, perché la tradizione è un'esplosione di energia positiva che deve gioire su ognuno di noi.

Tanya Maiorano


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