Vai ai contenuti
Ugo Maiorano
quando la tammorra diventa una scelta di vita
"La Vita è Bella perchè si balla"
( Nando Citarella )
ugomaiorano.it
Salta menù
Salta menù

La Tammurriata: il battito antico che ci unisce

ugomaiorano.it
Pubblicato da Ugo Maiorano in storie · Martedì 30 Set 2025 · Tempo di lettura 3:00
Tags: UgoMaioranoSitoUfficialeTammurriatadanzatradizioneculturamusicapopolarepassioneoriginiunionegioiastorie
La Tammurriata: il battito antico che ci unisce

C’è chi sostiene che la tammurriata non esista più. Che la globalizzazione, con il suo passo rapido e uniforme, abbia cancellato lo spirito originario della festa, trasformandola in spettacolo da palcoscenico o in semplice intrattenimento. Secondo questa visione disincantata, ciò che un tempo era rito popolare e anima collettiva, oggi sarebbe soltanto un’eco lontana.
Eppure io credo che non sia così.
La tammurriata non è morta: respira ancora nel cuore delle nostre comunità, vibra nelle mani di chi percuote la pelle della tammorra, vive negli occhi curiosi dei tanti giovani che si avvicinano a questa tradizione. Forse non sempre conoscono fino in fondo il suo significato, ma sentono che lì c’è qualcosa di grande, di vero, di autentico.

È vero: oggi molti di coloro che frequentano il mondo della tammurriata non sono credenti. Eppure, quando partecipano alle meravigliose feste mariane, lo fanno con lo stesso fervore e con lo stesso senso di appartenenza, come se quella fede fosse anche la loro. È questa la magia della tammurriata: accogliere tutti, abbattere barriere, trasformare il rito in un linguaggio universale capace di unire al di là di ogni credo.
Ed è qui che nasce la nostra responsabilità.

Non possiamo permettere che la tammurriata diventi terreno di rivalità o sterile confronto. La sua natura è diversa, opposta: la tammurriata è inclusione, è abbraccio, è la voce di un popolo che danza insieme. Ogni colpo di tamburo è un richiamo all’unità, ogni passo di danza è una preghiera di libertà, ogni canto è memoria che si fa presente.

La tammurriata non appartiene a nessuno, e proprio per questo appartiene a tutti. È la lingua segreta della nostra terra, che non si scrive sui libri ma si imprime nei corpi che ballano, nei sorrisi che si incrociano, nei cerchi che si aprono e si chiudono sotto il cielo delle feste popolari.

Se è vero che le tradizioni mutano, allora la nostra missione è guidare questo cambiamento senza tradire le radici. Incanalare l’entusiasmo delle nuove generazioni, insegnare loro che dietro quel ritmo antico ci sono storie di fede, di lotta e di speranza. Far capire che la tammurriata non è solo musica: è identità, resistenza e, soprattutto, condivisione.

La tammurriata, dunque, non è un ricordo da museo. È un battito che unisce passato e futuro, un ponte che attraversa le generazioni, una forza che ci ricorda chi siamo e cosa possiamo essere.
Finché ci sarà qualcuno disposto a danzare, a cantare, a battere le mani intorno a una tammorra, essa vivrà.
E continuerà a essere ciò che è sempre stata: la festa del popolo, la musica che non divide ma abbraccia, la voce senza tempo della nostra terra.


0
recensioni

Ugo Maiorano
Tutti i diritti sono riservati
Torna ai contenuti