Ugo Maiorano
quando la tammorra diventa una scelta di vita
"A Vita è bella pecchè sabball"
( Nando Citarella )
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Chi è Ugo Maiorano

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La mia conoscenza della musica popolare fino a pochi mesi fa era legata solo all’ascolto di brani eseguiti da alcuni dei più conosciuti gruppi musicali, ma una serie di fattori coincidenti e positivi, mi ha avvicinato alla tammorra e, pertanto, ad un desiderio di approfondimento delle tradizioni, usanze, riti della nostra terra di origine.
Così, grazie ad un amico, mi sono iscritto ad un corso organizzato a Coperchia dall’Associazione Culturale Napulantica.
La prima giornata, dedicata alla conoscenza dei partecipanti, tenuta in un freddissimo pomeriggio di ottobre 2007 nella sede dell’Auditorium del Comune di Pellezzano, mi vide interessato, più che altro, alla conoscenza di  Ugo Maiorano (a me perfetto sconosciuto e, pertanto, un certo scetticismo mi pervadeva), a cui era affidato il corso di tammorra e tammurriata.
Quando è arrivato, scusandosi per il ritardo (lieve), per le condizioni di tempo avverse, il mio scetticismo è cominciato man mano a sciogliersi, perché ho visto, in modo immediato e diretto, una persona semplice, cordiale, schietta, per niente supponente come lo sono alcuni musicisti e, soprattutto, disponibile all’ascolto degli altri.
Alcune cose in quell’occasione mi hanno colpito, il calore e la passione con cui illustrava la tammorra  (ne parlava come se fosse stata una cosa viva) e lo sguardo diritto negli occhi dei suoi interlocutori, segno certo, di persona onesta, sincera e leale.
La stessa semplicità (fattore raro nella società attuale) che distingue la sua persona l’ho ritrovata nell’illustrazione e proposizione degli esercizi. Ti fa sembrare tutto semplice e lineare, fattibile il difficile, nel tuo sbaglio trova sempre qualche motivazione e giustificazione che ti spinge, in modo gratificante, a continuare e migliorare.
Mette sempre a disposizione degli altri la sua maestria, la sua tecnica, la sua grande esperienza.
Il ritmo incalzante, instancabile, le armoniche che riesce a trarre dallo strumento ti coinvolgono, ti appassionano, ti avviluppano, non riesci a stare fermo. Ugo e tammorra, tammorra e Ugo, diventano un binomio indivisibile.
La tammorra nelle sue mani sembra animarsi di vita propria come una donna in amore che sfiorata sussurra e  toccata vibra di passione.
Credo che fin quando ci saranno persone come Ugo Maiorano che hanno passione, amore, competenza, desiderio di far riemergere le tradizioni popolari e conservarne la memoria, la tammurriata non potra mai morire, rimarrà aggregante, viva e, nel suo ritmo cadenzato, pulsante, come il battito eterno di un cuore.
Ugo, sei proprio una gran bella persona e riprendendo un tuo motto, grati per la tua passione, ti diciamo ….sona tammorra mia……sona tammorra!!!!

Federico De Martino




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